The Atomic Corporation - Proposte per uscire dalla crisi

23-Jan-03

 

The Atomic Corporation(http://www.atomiccorp.com)
di Roger Camrass (http://www.camrass.com) e di Martin Farncombe recensione a cura di Paola Parmendola (parmendola@yahoo.it)

 

Pubblicato worldwide nel settembre 2001 da Capstone Press, in Italia il 26 ottobre 2002 da Fazi Editore (http://www.fazieditore.it), pp. 288 con la postfazione di Roberto Panzarani, Regional Director Center for Business Innovation Network Italy (http://www.cbi.cgey.com/network/panzarani.html)

 

     Il sottotitolo “A rational proposal for uncertain times”, reso in italiano con “Proposte per uscire dalla crisi”, introduce una innovativa teoria organizzativa verso cui sono dirette le ristrutturazioni delle holding monolitiche (finanziarie, ICT, HR, procurement, ecc.), coinvolgendo ogni settore interno. Come sempre, a guidare i cambiamenti sono le evoluzioni del mercato, alle cui esigenze occorre rispondere con quella puntuale tempestività tesa a cogliere anche le richieste inespresse, e la necessità di conservare attiva la produzione nell’economia globale, anche attraverso la riduzione dei costi.
      Proiettati nel futuro, con lungimiranza gli autori analizzano i cambiamenti organizzativi da adottare per acquisire la flessibilità propria di strutture dalle dimensioni assimilabili ad entità atomiche (“più vicino a 100 persone che a 1.000”), piuttosto che alle società costituite da un numeroso organico. Farncombe afferma che: “You can't be big and agile at the same time - the internal cost of movement is too high. Fragmentation is often the only option”.
           Ed in ogni Azienda è possibile, e tra breve vitale, individuare gli unici strati atomici in grado di generare valore, da localizzare con attenzione per liberare quelle risorse che non incidono sui bilanci e sulle revenue degli azionisti.
           L’originale metafora chimica chiarisce anche come le coesioni tra le nuove “smart company” avvengano secondo dinamiche molecolari, caratterizzate da una prevalente temporaneità legata esclusivamente al business da realizzare. I nuovi network, favoriti dall’espansione della Rete, saranno costituiti sulla condivisione di connessioni elettroniche, mettendo pesantemente in discussione i tradizionali schemi istituzionali aziendali. In questo scenario, gli scambi riusciranno ad essere proficui appena le condizioni saranno tali da alimentare quel “capitale relazionale” fondato sulla fiducia, definita dal futurologo Watts Wacker come “una promessa mantenuta”.
            Il modello disegnato coinvolge anche le professioni, in particolare, proprio agli individui forse sono chiesti gli sforzi maggiori per armonizzare con successo gli effetti dell’inarrestabile spinta innovativa. Secondo gli autori, è indispensabile sviluppare buone capacità imprenditoriali, reagire con creatività e stabilire fantasiose aggregazioni, da utilizzare come fonte di nuovo profitto economico. Un “portfolio di impieghi” presto sostituirà il lavoro di una vita, Camrass è convinto che presto sarà meno utopistico “The prospect of a million-dollar salary”.
           Tuttavia, l’impostazione anglosassone degli autori li rende piuttosto scettici sulla possibilità di portare questa teoria in alcune nazioni dell’est, dove le proposte di business sono concretizzabili solamente se preesistono forti accordi relazionali. Ma, ancora, risulta arduo perfino in quei paesi dove il potere è centralizzato (America Latina, Africa, India, ecc.), mentre in Italia, secondo l’opinione di Panzarani, la “Molteplicità soggettuale, differenziazione culturale, eterogeneità dei percorsi di sviluppo, sono infatti categorie interpretative che illustrano il caso italiano meglio di quelle che alludono, al contrario, a una improbabile uniformità nelle traiettorie di crescita”.
           Il libro è sicuramente destinato a suscitare vasti consensi, come sostiene Christopher Meyer (Direttore, Center for Business Innovation CGEY) rappresenta una “sfida che ogni dirigente nel decennio a venire dovrà affrontare”.

 

 

     Cenni biografici degli autori estratti dal libro:
            Roger Camrass è uno dei leader del pensiero globale alla divisione strategia e ristrutturazioni della Cap Gemini Ernst & Young, rivolta in particolare all’impresa del futuro. Durante i venticinque anni di consulenza, Camrass ha lavorato per conto di molte delle compagnie più importanti del mondo come Amex, BP, Coca-Cola, Ford, IBM, Nokia, Philips e Shell. E’ laureato in Scienze all’Università di Cambridge e ha un master in ingegneria e business al MIT.
            Martin Farncombe, direttore della A.T.Kearney, ha circa vent’anni di esperienza come cosulente globale delle principali aziende quotate in borsa. Specialista nei marketplace e nell’organizzazione di supply chain, Martin ha fatto parte dei consigli di amministrazione di molte delle banche più importanti del mondo e di compagnie petrolifere. Ha un dottorato in chimica all’Università di Warwick.  
           Roberto Panzarani da molti anni opera nella formazione in Italia. E’ stato tra l’altro responsabile della formazione in Alitalia, dove ha fondato l’Alitalia Business School. E’ stato presidente dell’AIF (Associazione Italiana Formatori). Attualmente è Regional Director del Center for Business Innovation Network Italy presso la Cap Gemini Ernst & Young e lavora con il top management delle principali aziende italiane.

     Nelle preziose schede informative di importanti holding, presenti nel libro, sono descritti i cases study di: Ford Motor Company, società di consulenza (Mc Kinsey, A.T.Kearney, Booz Allen Hamilton, Accenture, Cap Gemini Ernst & Young, Price WaterhouseCoopers ), Netscape, Cisco Systems, Tesco, Regus, Coca-Cola Corporation, Covisint, Conext, Shell, Shipchem, Hewlett-Packard.

Details

Author:
Cristiano Storni
Publisher:
KnowledgeBoard
Date:
23-Jan-03
Categories:
Il Campo dei Saperi 
Sections:

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